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TORINO, 13 February 2018

Mostre DA PIFFETTI A LADATTE. Dieci anni di acquisizioni alla Fondazione Accorsi-Ometto 16 febbraio – 3 giugno 2018 Torino

Museo Accorsi-Ometto

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Indicazioni di contatto
Museo Accorsi - Ometto
Via Po,55
Torino 
011. 837.688 interno 3  Link al sito 

Museo Accorsi-Ometto | 16 febbraio – 3 giugno

La Fondazione Accorsi-Ometto, dopo una serie di esposizioni dedicate alla pittura italiana, torna a proporre una mostra sulle arti decorative, questa volta incentrata sulle acquisizioni fatte per incrementare la collezione permanente del museo.  L’esposizione, curata da Giulio Ometto, Presidente della Fondazione e da Luca Mana, conservatore del Museo, consente, quindi, di ammirare un centinaio di pezzi, tra gli oltre duecentocinquanta acquistati negli ultimi dieci anni, e di far percepire il museo come un’istituzione in continuo divenire: i mobili, i dipinti, le miniature, gli orologi, gli argenti e gli oggetti montati, esposti in mostra, rappresentano tutti un omaggio incondizionato alle arti decorative. Il Museo Accorsi-Ometto nasce con lo scopo di far conoscere al pubblico uno straordinario patrimonio di arredi e di opere d’arte. Tra i suoi compiti, oltre a salvaguardare l’arte del XVIII e XIX secolo, ha anche quello di ampliare le proprie raccolte, mantenendo inalterato il gusto e lo spirito collezionistico del fondatore, Pietro Accorsi. La lungimiranza di Accorsi e un'oculata amministrazione dei beni della Fondazione hanno permesso di mantenere un'assoluta autonomia finanziaria e di intenti. L'infaticabile operato e il profondo amore per l’antiquariato del Presidente hanno fatto il resto: in questi ultimi dieci anni, infatti, non solo è stato possibile l’acquisto di importanti oggetti di arte decorativa, ma anche il recupero di capolavori senza tempo, finiti all’estero e riportati a Torino, come il cofano-forte di Pietro Piffetti e le tre sculture di Francesco Ladatte. Il gusto per l’arredamento settecentesco, da una parte, e il collezionismo, dall’altra, sono due facce della stessa medaglia: il famoso “gusto Accorsi” è stato mantenuto dal suo successore, Giulio Ometto, che ha arricchito il Museo di nuovi oggetti, cercati e scelti appositamente per impreziosire le sale arredate. Ogni singolo pezzo è stato selezionato, perseguendo una personalissima passione per il bello e per gli oggetti preziosi. Ne sono un esempio: l’incantevole Venditrice di Amorini in biscuit di Meissen del 1790-1800; le miniature francesi che ritraggono elegantissimi gentiluomini e nobildonne del XIX secolo; gli oggetti montati dove le porcellane della manifattura di Vincennes si alternano a quelle della dinastia Qing o a quelle della manifattura di Meissen, in un tripudio di bronzi dorati, scene galanti e delicate statuette. La dedizione di Accorsi nel ricercare e raccogliere pezzi del Settecento è preservata dal desiderio di accrescere il già ampio numero di mobili piemontesi: fanno, infatti, bella mostra di sé il tavolino da centro di Pietro Piffetti, databile 1750, caratterizzato da una mensa ottagonale, decorata da una raggiera di coralli in avorio colorato, e da un movimento dolcemente sinuoso dei montanti e delle quattro volute, unite al centro in un originalissimo piedistallo pensile; la scrivania “mazzarina”, impiallacciata in legno e avorio, dell’inizio del XVIII secolo, destinata, quasi sicuramente, viste le piccole dimensioni e la presenza del monogramma “VA”, al principino Vittorio Amedeo Filippo di Savoia, prematuramente scomparso all’età di sedici anni...

Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto, Via Po 55, Torino 
da martedì a venerdì 10.00-13.00; 14.00-18.00
sabato, domenica e festivi 10.00-13.00; 14.00-19.00
Lunedì chiuso

Mostra: intero € 8,00; ridotto € 6,00 (studenti fino a 26 anni, over 65).
Informazioni per il pubblico:  
011 837 688 int. 3 info@fondazioneaccorsi-ometto.it


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