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TORINO, 13 February 2018

Mostre L’INFINITA CURIOSITÀ. Il computer di Tullio Regge: penna e pennello Dal 17 febbraio al 18 marzo 2018 Accademia Albertina di Belle Arti Torino

INGRESSO LIBERO. Lun – dom, 10-18. Chiuso mercoledì

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 “È un fatto noto – scriveva Tullio Regge – che le strutture che hanno un profondo senso geometrico sono anche esteticamente splendide”. A questa meraviglia, a questa ennesima espressione dell’infinita curiosità di Tullio Regge è dedicata la mostra - piccola ma davvero unica - che celebra la parte più onirica e creativa del suo genio: “L’infinita curiosità. Il computer di Tullio Regge: penna e pennello”.

Ospitata dal 17 febbraio al 18 marzo alla Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti, l’esposizione è un omaggio agli aspetti più creativi di Tullio Regge, ed è perfetta appendice della mostra “L’infinita curiosità. Un viaggio nell’universo in compagnia di Tullio Regge”, aperta fino al 18 marzo, organizzata dal Sistema Scienza Piemonte e ospitata all’Accademia delle Scienze di Torino.

L’elegante Sala Azzurra dell’Accademia ospita exhibit e disegni che consentono al visitatore di entrare in un’atmosfera visionaria e apprezzare una parte del lavoro del grande fisico forse meno conosciuta ma non meno affascinante.

Il suo eclettismo quasi leonardesco l’ha portato a cimentarsi con l’arte digitale e con il design, in anni in cui la tecnologia informatica muoveva i primi passi. Il computer – o calcolatore come spesso lo chiamava – gli dava la straordinaria libertà di giocare con forme e colori sfruttando le sue conoscenze matematiche.  “Ho sempre desiderato – scriveva Tullio Regge - produrre immagini per comunicare con gli altri e in questo sono stato sempre frustrato dalla mia incapacità di tenere in mano una matita o un pennello. Per me è impresa penosa se non impossibile il disegnare a mano un prisma o un cubo, e invece è facilissimo dare le coordinate cartesiane e trarre un’immagine usando un calcolatore”.

Oggi ci resta una produzione di disegni vasta e particolare, custodita dalla famiglia e dagli amici (a cui il grande scienziato spesso li donava), che mescola astrazioni matematiche, computer grafica e senso dell’umorismo. La sua “bricolarte”, come amava chiamarla, è fatta di elaborazioni grafiche tridimensionali per le quali trovava sempre titoli divertenti e provocatori, a volte polemici.

 

Campeggia al centro della mostra la “scatola di Tullio Regge”, riproduzione in scala gigante di uno strumento che lo scienziato usava per realizzare i modelli tridimensionali. Alle quattro pareti laterali di un cubo di legno, Tullio Regge applicava il grafico di una curva algebrica e collegava alcuni suoi punti opportunamente scelti con segmenti di fil di ferro, dando vita allo sviluppo di superfici complesse.

In un angolo della sala è ricostruita la scrivania dello scienziato torinese, sui cui è appoggiato il computer con il quale sono stati realizzati tutti i disegni (il visitatore si renderà conto della difficoltà di costruire figure complesse con uno strumento “primitivo” per i nostri standard). In un altro angolo, viene proiettata a ciclo continuo una selezione di opere.

Completa la mostra l’exhibit “Dentro le forme”, un viaggio interattivo nei disegni di Tullio Regge che il visitatore compie a bordo di una bicicletta. Questa installazione, realizzata in occasione dell’edizione 2017 del Festival della Scienza di Genova, permette di esplorare virtualmente una selezione di disegni e di altri progetti del fisico torinese, ricreati come ambienti 3D. Il visitatore inforca una bicicletta e con questo mezzo si aggira in affascinanti, e a volte surreali, ambienti virtuali. In attesa del proprio turno, è possibile riposare su un’altra delle creazioni di Tullio Regge: la poltrona Detecma, realizzata sulla base di una curva, la “ciclide di Dupin”, che il fisico considerava particolarmente elegante.

 

 

L’INFINITA CURIOSITÀ. IL COMPUTER DI TULLIO REGGE: PENNA E PENNELLO

Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti
Via Accademia Albertina 8. Torino
INGRESSO LIBERO. Lun – dom, 10-18. Chiuso mercoledì

Sala Azzurra dell’Accademia Albertina di Belle Arti

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