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TORINO, 14 October 2018

Teatro Vogliamo Tutto! - TPE e Polo del '900 insieme per una nuova drammaturgia civile

Dai documenti degli archivi una nuova drammaturgia di impegno civile

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«L’immaginazione al potere!», «Non è che un inizio!», «La bellezza è per strada!», «Diamo l’assalto al cielo!», «Prendete i vostri desideri per realtà!». Sono alcuni fra i più celebri slogan che hanno invaso le città d’Europa e del mondo nel Sessantotto. Proclamate a gran voce dagli studenti e dai manifestanti, scritte sui muri e stampate sui volantini, sono state parole d’ordine che racchiudevano una visione utopica ed entusiasta del mondo ed evocavano gli strumenti per cambiarlo.

Proprio da una riflessione sui cinquant’anni dall’inizio di quella stagione di utopie e disillusioni prende il via a Torino un progetto condiviso fra il Polo del ‘900 e TPE- Teatro Piemonte Europa.

Il progetto Vogliamo tutto! è stato presentato al Polo del ‘900 dal direttore del Polo Alessandro Bollo, dal direttore di TPE Valter Malosti, da Matteo Bagnasco della Compagnia di San Paolo e dai due drammaturghi della compagnia ErosAntEros, Davide Sacco e Agata Tomšič.

L’obiettivo è mettere in comune l’esperienza di un luogo di memoria e produzione culturale come il Polo del ‘900, custode di grandi patrimoni storici che possono diventare uno straordinario giacimento da cui trarre ispirazione per la scrittura di nuovi testi, e la forza espressiva di un teatro come il TPE, con la sua vocazione a coniugare grandi temi e attenzione alla nuova drammaturgia.

L’idea di mettere a disposizione di drammaturghi e attori il patrimonio di contenuti e conoscenze sulla storia del Novecento accolti dagli enti del Polo incarna una visione in cui il “passato” custodito negli archivi diventa materia viva per stimolare la produzione di storie e di immaginari pensati per aiutare ad affrontare le grandi domande del presente.

Una partnership che il direttore del Polo del ‘900 Alessandro Bollo spiega così: «Questa collaborazione nasce con un duplice obiettivo: aprire sempre più gli archivi riuniti nel Polo del ‘900 e renderne accessibili i contenuti a un pubblico ancora più vasto, e capire come una somma di preziosi patrimoni archivistici possa diventare motore di nuove narrazioni e produttrice di nuovi significati. Questa co-produzione è stata una scommessa che nasce dall’evidenza che i materiali documentali custoditi dal Polo possano diventare strumento di narrazione per il teatro, come per altre forme di arte. In questo caso, siamo riusciti a dimostrare come sia possibile dar vita a una nuova e vivace produzione drammaturgica di impegno civile o legata alla storia del Novecento partendo proprio dalle fonti cartacee, iconografiche e audiovisive. L’idea iniziale di lavorare sul Novecento e l’impegno civile ha preso così forma in un progetto dal titolo “Dall’immaginazione al potere – 1968-69” coordinato dal Centro Piero Gobetti, che avrà portata biennale».

E il direttore di TPE, Valter Malosti: «La mia idea è di aprire il Teatro Astra al presente, perché il presente coinvolge la memoria delle proprie radici espressive. In un momento storico come questo è importante rapportarsi con un passato anche recente per avere la giusta consapevolezza del momento che stiamo vivendo. Con “Vogliamo tutto!” abbiamo voluto che due giovani creatori si confrontassero con quei materiali e con l’oggi. Ai temi del teatro civile dedichiamo anche gli spettacoli “Avevo un bel pallone rosso” con la storia della brigatista Mara Cagol letta come rapporto tra una figlia e il padre; “Terror”, un testo molto intenso ispirato a un ipotetico episodio di terrorismo politico contemporaneo; e il progetto “Primo Levi a Teatro” che chiuderà la stagione con numerose iniziative. Credo molto nell’importanza di dare visibilità agli archivi. Per questo intendo esporre e rendere visibile agli spettatori dell’Astra il ricchissimo archivio di Edoardo Fadini».

Primo frutto di questa collaborazione è la coproduzione dello spettacolo Vogliamo tutto!, della compagnia ErosAntEros in scena da 6 martedì a domenica 11 novembre 2018 alla Sala ‘900 del Polo del ‘900 (via del Carmine 14, Torino). Gli emiliani ErosAntEros (Davide Sacco e Agata Tomšič) ne hanno messo a punto testi e contributi visuali consultando anche gli archivi cartacei, iconografici e audiovisivi conservati presso il Polo del ‘900.

Lo spettacolo intende riflettere sul Sessantotto mettendo in relazione passato e presente e facendo emergere inaspettate similitudini, nella speranza che il desiderio di cambiamento che ha mosso una generazione cinquant’anni fa possa spingere a desiderare di costruire un mondo migliore ancora oggi. Ma anche ridare a quel passato una nuova lettura, libera dalle interpretazioni e dalle censure che hanno condannato il fenomeno delle proteste giovanili degli anni ‘60 e ‘70 come qualcosa di soltanto violento, superficiale e negativo. In scena una sola figura, vestita con abiti di oggi che possono richiamare una partecipante a un corteo o manifestazione di piazza.

Così lo spiegano gli autori. Agata Tomšič: «Abbiamo lavorato per quasi un anno sui documenti del Polo del ‘900 e intervistando i protagonisti di allora. Gli effetti del Sessantotto si estendono su un intero decennio. Ma abbiamo anche sentito i giovani d’oggi per capire cosa resta delle motivazioni ideali che avevano fatto scendere in piazza i loro coetanei di cinquant’anni prima». Aggiunge Davide Sacco: «Molte narrazioni del testo ruotano, com’è logico, attorno alla Fiat. Abbiamo articolato il testo in macro-temi – dal lavoro alla sessualità, dall’università all’inurbamento dal Sud – incrociando le voci degli operai di allora con quelli attuali: i riders, i dipendenti dei grandi centri logistici. La grande differenza è che allora era forte la sensazione di essere in tanti, di far parte di un movimento. Oggi predomina il senso di solitudine e individualità. Per rendere questa sensazione abbiamo posto una grande attenzione al lavoro sonoro: attorno ai protagonisti si leva una “foresta di voci” che rende quest’idea di collettività».

Biglietti: intero 22 €, ridotto 15 €, under 26 10 € e in abbonamento TPE. Online su VivaTicket, alla biglietteria del Teatro Astra, presso InfoPiemonte e un’ora prima dello spettacolo al Polo del ‘900. Info e prenotazioni: www.fondazionetpe.it.

Mercoledì 7 novembre, al termine dello spettacolo (ore 20.15), è in programma 1968-2018 Non è che un inizio, la lotta continua!, conversazione con Davide Sacco e Agata Tomšič (ErosAntEros) e Guido Viale, protagonista dei movimenti del Sessantotto a Torino e militante del gruppo Lotta Continua fino al 1976. L’ingresso è libero.

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Altri appuntamenti sono pensati per arricchire il contesto di lettura e di interpretazione degli spettacoli in programma:

 

Lunedì 22 ottobre 2018, h 18.30 – Sala ‘900 – Polo del ‘900 (Via del Carmine 14, Torino)

Avevo un bel pallone rosso

Con Angela Demattè (autrice del testo) e Gianni Oliva (storico)

 

«Ho scritto Avevo un bel pallone rosso qualche anno fa, quando incontrai la storia di Margherita Cagol, una ragazza cattolica nata in una città di montagna e diventata, in pochi anni, la leader delle Brigate Rosse, organizzazione clandestina degli Anni di Piombo. Scelsi di raccontare la sua storia attraverso il rapporto con suo padre. O meglio: fu la voglia di raccontare il rapporto tra una figlia e un padre che trovò il modo di incarnarsi in questa storia. Dunque questo spettacolo parla innanzitutto di questo: di un padre e di una figlia che si amano». Angela Demattè, tridentina anche lei, ha dedicato un fortunato testo teatrale a Mara Cagol: fondatrice e capo-colonna delle Brigate Rosse, morta a trent’anni il 5 giugno 1975 in un drammatico scontro a fuoco con i Carabinieri a Melazzo presso Acqui Terme. Il testo, dopo una lunga tournée in Europa, torna in scena con la nuova regia di Carmelo Rifici per la Stagione TPE al Teatro Astra da martedì 23 a domenica 28 ottobre 2018.

 

Angela Demattè e lo storico Gianni Oliva dedicano al tema un incontro di approfondimento e di presentazione dello spettacolo.

 

 

Venerdì 9 novembre 2018, h 18 – Polo del ‘900 (Via del Carmine 14, Torino)

Mai ‘68, langue en action!

In collaborazione con Alliance Française – Torino

Tra manifesti, volantini, scritte sui muri e ribaltamento di immagini di ogni genere, si può dire che nel ’68, per dare voce alla contestazione, sia nata una vera e propria lingua. In occasione dello spettacolo Vogliamo tutto!, scopriremo origini e manifestazioni di questo provocatorio linguaggio in un atelier di conversazione in lingua francese.

Per il ciclo Ceci n’est pas un cours. Incontri conviviali per migliorare il tuo francese parlando e scrivendo di letteratura, teatro, arte o gastronomia in tanti luoghi diversi della città. Ingresso a pagamento: info e biglietti 011 19716565, corsi@alliancefrto.it.

 

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