Torino News

TORINO, 04 November 2018

Teatro Vogliamo tutto! - Le parole del Sessantotto - Polo del '900 Torino Martedì 6 > domenica 11 novembre 2018

nuova produzione di TPE - Teatro Piemonte Europa

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«L’immaginazione al potere!», «Non è che un inizio!», «La bellezza è per strada!», «Diamo l’assalto al cielo!», «Prendete i vostri desideri per realtà!». Sono alcuni fra i più celebri slogan che hanno invaso le città d’Europa e del mondo nel Sessantotto. Proclamate a gran voce dagli studenti e dai manifestanti, scritte sui muri e stampate sui volantini, sono state parole d’ordine che racchiudevano una visione utopica ed entusiasta del mondo ed evocavano gli strumenti per cambiarlo.

Dalla riflessione sui cinquant’anni dall’inizio di quella stagione di utopie e disillusioni nasce Vogliamo tutto!, il nuovo lavoro della compagnia ErosAntEros (Davide Sacco e Agata Tomšič) in prima assoluta martedì 6 novembre 2018 alle 21 al Polo del ‘900 di Torino (via del Carmine, 14).

Vogliamo tutto! è una nuova produzione di TPE - Teatro Piemonte Europa nell’ambito del progetto TPE ‘68, realizzata assieme al Polo del ‘900 e in scena fino a domenica 11 novembre. ErosAntEros ne ha messo a punto testi e contributi visuali interrogando i testimoni di allora e le voci di oggi e consultando anche gli archivi cartacei, iconografici e audiovisivi conservati presso il Polo del ‘900.

Mercoledì 7 novembre, al termine dello spettacolo (ore 20.30, stessa sala), è in programma 1968-2018 Non è che un inizio, la lotta continua!, conversazione con Davide Sacco e Agata Tomšič (ErosAntEros) e Guido Viale, protagonista dei movimenti del Sessantotto a Torino e militante del gruppo Lotta Continua fino al 1976. L’ingresso è libero.

Quello che deflagra con il Sessantotto è un fenomeno incendiario che, in diversi paesi e con modalità differenti, ha provocato rivoluzioni in tutti gli ambiti della società e che viene ripercorso da ErosAntEros all’interno di un flusso di testo interpretato da una sola figura in scena. È una giovane militante in abiti contemporanei che si trova nella situazione paradossale di voler trasmettere lo slancio e la dimensione collettiva delle lotte in completa solitudine, utilizzando le parole di ieri come fossero quelle di oggi, contrappuntata da un montaggio video in cui le immagini d’archivio si mescolano a quelle odierne per far emergere rotture e analogie.

Raccontano Agata Tomšič e Davide Sacco (ErosAntEros): «Per farlo abbiamo lavorato quasi un anno sui documenti del Polo del ‘900, raccolto le testimonianze dei protagonisti del ‘68 e intervistato i giovani attivi nei movimenti di oggi d’oggi per capire cosa resta delle motivazioni ideali che avevano fatto scendere in piazza i loro coetanei di cinquant’anni prima. Gli effetti del Sessantotto si estendono su un intero decennio. Molte narrazioni del testo ruotano, com’è logico, attorno alla Fiat. Abbiamo articolato il testo in macro-temi – dal lavoro alla sessualità, dall’università all’inurbamento dal Sud – incrociando le voci degli operai di allora con quelli attuali: i riders, i dipendenti dei grandi centri logistici. La grande differenza è che allora era forte la sensazione di essere in tanti, di far parte di un movimento. Oggi predomina il senso di solitudine e individualità. Per rendere questa sensazione abbiamo posto una grande attenzione al lavoro sonoro. Le voci dei militanti contemporanei, assieme alle canzoni di lotta del passato e del presente, hanno concorso alla creazione di un paesaggio sonoro, una “foresta di voci” che trae ispirazione dalle composizioni per voce e nastro di Luigi Nono».

 

Noi siamo materiali grezzi che non intendono esserlo, noi non vogliamo essere trasformati in un prodotto. Non intendiamo arrivare al punto di essere comprati da qualche cliente dell’università, che sia questo il governo, che sia l’industria, che sia il lavoro organizzato o chiunque altro. Noi siamo esseri umani!... Viene un momento in cui l’operazione della macchina diventa così odiosa, vi rende il cuore così pesante, che non potete più partecipare. Non potete più prendere parte neppure passivamente. E a quel punto dovete prendere il vostro corpo e gettarlo in mezzo agli ingranaggi, e alle ruote… e alle leve, e contro tutto l’apparato, per riuscire a fermarlo. E a quel punto dovete dimostrare alla gente che dirige il sistema, che lo domina, che se non sarete liberi, allora impedirete alla macchina di funzionare.

Mario Savio

 

Per me personalmente fare musica è intervenire nella vita contemporanea, nella situazione contemporanea, nella lotta contemporanea di classe, secondo una scelta che io ho fatto; quindi, contribuire non solo a una forma di quella che Gramsci chiamava l'egemonia culturale, cioè diffusione, propagazione di idee della lotta di classe... non limitarsi solo alla presa di coscienza o contribuire alla presa di coscienza, ma produrre qualcosa per un modo di provocazione e di discussione... In questo senso non mi sento musicista come crede la quasi totalità dei musicisti contemporanei, che sono sul piano nettamente restaurativo e istituzionalizzato, quindi legati al potere economico, di classe, governativo oggi, sia in Italia che in Germania, soprattutto nei paesi capitalisti…

Luigi Nono

 

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Lo spettacolo

 

Vogliamo tutto!

 

Polo del '900 (via del Carmine 14, Torino)

Orari: mar, gio, ven, sab h 21; mer h 19; dom h 17

 

Ideazione e spazio Davide Sacco e Agata Tomsic / ErosAntEros

Drammaturgia Agata Tomšič

Regia e music design Davide Sacco

Con Agata Tomšič

Video Antropotopia

Costumi e oggetti Clara Aqua

 

Produzione TPE – Teatro Piemonte Europa / Polo del ‘900

In collaborazione con ErosAntEros

In residenza presso Masque Teatro, Santarcangelo dei Teatri e Ravenna Teatro

 

Biglietti

INTERO: 22,00 €
RIDOTTO: 15,00 €
UNDER 26: 10,00 €

Info, biglietti e abbonamenti: www.fondazionetpe.it

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