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TORINO, 05 December 2018

Teatro Édith Piaf, l’usignolo non canta più Giovedì 13 > Sabato 15 dicembre 2018 Teatro Astra, Torino

all'Astra i giorni bui della voce più intensa del Novecento

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Questa è la storia di una piccola donna dalla vita difficile e breve. Un’anima luminosa, infantile, dalla disperata vitalità, una fiamma che durò pochi anni, un bagliore che attraversò il cielo di Parigi per pochi istanti. Édith Piaf, la voce più intensa e straziante del Novecento. Nel suo Édith Piaf, l’usignolo non canta più, Melania Giglio ha fotografato il momento forse più difficile della breve vita (1915-63) della cantante francese. Lo spettacolo, prodotto da BisTremila, va in scena con la regia di Daniele Salvo al Teatro Astra per la Stagione TPE da giovedì 13 a sabato 15 dicembre 2018.

Siamo nel 1960, a Parigi, nell’appartamento di Édith. Una serie di eventi si sono susseguiti nella vita di questa piccola donna: lutti, incidenti, amori, liti, solitudine, alcol, gioie, successi e canzoni. Tutto si è abbattuto sull’usignolo come un uragano. L’usignolo ora non canta più. L’artrite l’ha resa gobba, l’alcol e i medicinali l’hanno resa gonfia e senza capelli, i lutti hanno ferito la sua voglia di vivere. Ma improvvisamente qualcuno bussa alla sua porta e arriva a profanare questo “buio”.  È Bruno Coquatrix (interpretato da Martino Duane), l’impresario dell’Olympia che anni prima aveva lanciato la Piaf e ora, quasi per miracolo, rientra nella sua vita e la persuade a tornare sulle scene.

Lo spettacolo ripercorre, attraverso un testo nato a fine 2017 per l’inaugurazione del nuovo Teatro Off/Off di Roma, i giorni tra la fine del 1960 e la primavera del 1961 che precedettero la storica esibizione che riporterà Édith Piaf sul palco dell’Olympia. Questo racconto, arricchito da canzoni eseguite rigorosamente dal vivo (tra le altre L’accordéoniste, La vie en rose, Milord), vuole essere un omaggio a una delle voci più belle e strazianti della canzone moderna.


Note di regia

Scriveva Boris Pasternak: «Il talento innato è una via che conduce al futuro. È un modello infantile dell’universo, di un universo fondato sin dalla tenera età nel nostro cuore, una specie di libro di testo per capire il mondo dal di dentro, dal suo lato migliore e più fulgido. Questo dono insegna l’onore e il coraggio, poiché rivela quale favolosa importanza abbia l’onore nel sentimento drammatico dell’esistenza. Un uomo di talento sa quanto si arricchisca la vita in una piena e giusta illuminazione e quanto perda nel buio. L’interesse personale gli impone di essere orgoglioso e di perseguire la verità. Questa posizione può significare nella vita anche la tragedia, ma questo ha un’importanza secondaria». 

Édith Piaf portava in sé questa scintilla, questa meravigliosa fiamma inesauribile e dolorosa. Vogliamo ricordarla con semplicità e nitidezza. Non vogliamo imitarne le movenze o copiarne l’esteriorità. Tentiamo invece di avvicinarci alla sua anima con levità mozartiana, di raggiungere il centro del suo petto per evocare per un istante, con attenzione e rispetto, il suo incredibile talento.  Oggi più che mai, in questi anni vuoti di impulsi e necessità, abbiamo bisogno del suo calore, della sua luce, della potenza della sua voce e del battito del suo piccolo cuore che ancora oggi, anche se non è più, batte instancabile. E quel suo piccolo cuore non si fermerà mai». (Daniele Salvo)

Melania Giglio. Si diploma alla Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi e all’École des Maîtres, diretta da Franco Quadri. Debutta nel 1994 in La signorina Else di Arthur Schnitzler per la regia di Mauro Avogadro. Fra le interpretazioni più recenti, tutte per la regia di Daniele Salvo: Ariel ne La Tempesta, il sogno di Prospero di William Shakespeare, con Giorgio Albertazzi (2015); la Morte ne Il funambolo di Jean Genet (2016), Le Baccanti – Dionysus, il dio nato due volte da Euripide (2016-17), Dichiaro guerra al tempo da William Shakespeare (2017), Lady Macbeth in Macbeth di William Shakespeare (2017). Nel 2017 scrive e interpreta Voce di donna. Più volte finalista al Premio Ubu, vince nel 2013 il Premio Siracusa Stampa Teatro per l’interpretazione nell’Edipo Re con la regia di Daniele Salvo e di Donne al Parlamento con la regia di Vincenzo Pirrotta. In campo cinematografico ha partecipato nel 2007 a Peopling the palaces, l’opera di video-arte diretta da Peter Greenaway per l’ambientazione delle sale della Reggia di Venaria Reale. 

Martino Duane. Spazia dal teatro classico a quello contemporaneo, diretto da registi come Gigi Proietti, Carlo Lizzani, Luca Ronconi e Daniele Salvo. Ha lavorato in numerose fiction tv di successo, fra cui Don Matteo 10 (2015), I Medici (2015), La strada di casa (2016) e Una pallottola nel cuore 3 (2018) per la regia di Luca Manfredi.

 

Lo spettacolo

 

Gio 13, ven 14, sab 15 dicembre 2018 ore 21

 

 

Édith Piaf, l’usignolo non canta più

Di e con Melania Giglio

 

Édith Piaf: Melania Giglio

Bruno Coquatrix: Martino Duane

Regia: Daniele Salvo

Scene: Fabiana Di Marco

Costumi: Giovanni Ciacci

Assistenti alla regia: Luigi Di Raimo, Alessandro Guerra

Organizzazione generale: Marioletta Bideri

Produzione: Bis Tremila di Marioletta Bideri

 

Biglietti

 

INTERO: 22,00 €

RIDOTTO: 15,00 €

UNDER 26: 10,00 €

 

 

Info, biglietti e abbonamenti: www.fondazionetpe.it

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