Torino News

TORINO, 20 April 2019

Teatro Me, mi conoscete: Primo Levi a teatro, da «Se questo è un uomo» al «Sistema periodico»

23 aprile > 12 maggio 2019 Teatro Carignano, Teatro Astra, Polo del '900 - Torino

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Nel centenario della nascita di Primo Levi, a Torino prende vita «Me, mi conoscete». Primo Levi a teatro: un grande progetto teatrale a lui dedicato, ideato da Valter Malosti con TPE – Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Domenico Scarpa, il Centro Internazionale di Studi Primo Levi, il Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levi e il Polo del ‘900.

 

«Me, mi conoscete» sono le parole, rivolte ai lettori, con cui comincia la prima versione (1959) del racconto Capaneo, che Levi riscrive negli anni Settanta e che include in Lilit (1981). Un’espressione tesa, insolita con quell’anacoluto, diretta all’orecchio del lettore, poco nota. Tutti credono di conoscere Levi ma ogni volta lo si scopre come se fosse una novità, come se fosse un primo incontro.

 

Il progetto «Me, mi conoscete» è fitto di approfondimenti, incontri, ascolti, visioni, appuntamenti di spettacolo, e si articola in tre distinti momenti di spettacolo.

 

Il primo, realizzato per l’apertura di Biennale Democrazia (27 marzo), ha visto Fabrizio Gifuni, per la cura di Malosti, distillare, in un Teatro Regio gremito ed emozionato, le parole de I sommersi e i salvati.

 

Il secondo sarà una creazione tratta da Se questo è un uomo, con il testo condensato da Valter Malosti e Domenico Scarpa, la regia e l’interpretazione dello stesso Malosti, le scene di Margherita Palli e il progetto sonoro di Gup Alcaro. Lo spettacolo è in prima nazionale al Teatro Carignano di Torino dal 23 aprile al 12 maggio 2019 grazie a una virtuosa e inedita collaborazione produttiva fra TPE - Teatro Piemonte Europa e il Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, cui si è aggregato il Teatro di Roma - Teatro Nazionale, e realizzato in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi, il Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levi, il Polo del ‘900 e Giulio Einaudi editore.

 

Il terzo e articolato momento volgerà lo sguardo verso l’altra faccia di Levi, lo scrittore-scienziato, con un percorso di ricerca spettacolare al Teatro Astra e al Polo del ‘900 intorno a Il sistema periodico, che prevede letture teatrali, incontri, proiezioni, concerti e culminerà dal 7 al 12 maggio nel reading/concerto di Luigi Lo CascioIl sistema periodico è, fra le opere di Levi, quella che a metà degli anni Ottanta del Novecento ha innescato la sua fortuna negli Stati Uniti, poi nel mondo anglofono, poi in decine di altri Paesi. È l’opera che nel 2006 un’inchiesta promossa dal quotidiano inglese «The Guardian» ha proclamato «il miglior libro di scienza di tutti i tempi».

 

Un posto particolare all’interno di questa avventura lo occuperà la messa in scena dei due «racconti minerali» – così li definisce l’autore. Due storie fantastiche, Piombo e Mercurio, ambientate in tempi e paesi remoti, posti fisicamente da Levi al centro del suo libro. Due curiosi racconti-monologhi di finzione inclusi in questa sorta di eccentrica autobiografia, e qui riletti e interpretati per la scena dall’attore e regista Nino D’Introna e dall’artista multimediale e performer Richi Ferrero che, grazie a Valter Malosti, in Mercurio torna a rivestire dopo vent’anni i panni d’attore (Teatro Astra, 26 aprile- 4 maggio). Elia Schilton Bruno Gambarotta, nel reading Andare in montagna, che sarà realizzato il 25 aprile al Polo del ‘900 come omaggio alla Resistenza, interpreteranno i racconti Argon (che apre l’intero libro), Ferro Oro.

 

Di grande rilievo gli incontri di approfondimento organizzati assieme al Centro Internazionale di Studi Primo Levi e il Polo del ‘900, gli appuntamenti alla Mediateca Rai con la riscoperta di un raro Primo Levi autore tv e, il 12 maggio, il concerto del quartetto Sentieri Selvaggi (12 maggio) con due opere musicali contemporanee di Steve Reich Osvaldo Golijov, due autori di origine ebraica che ripensano alla tragedia del loro popolo con due capolavori musicali.

 

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23 aprile – 12 maggio 2019

Se questo è un uomo

 

Spettacolo

23 aprile - 12 maggio, Teatro Carignano  

Se questo è un uomo

dall’opera di Primo Levi (pubblicata da Giulio Einaudi editore)

Condensazione scenica a cura di Domenico Scarpa e Valter Malosti

 

Uno spettacolo di Valter Malosti

 

Scene Margherita Palli

Luci Cesare Accetta

Costumi Gianluca Sbicca

Progetto sonoro Gup Alcaro

Tre madrigali (dall’opera poetica di Primo Levi) Carlo Boccadoro

Video Luca BrinchiDaniele Spanò

 

In scena Valter Malosti

Antonio BertusiCamilla Sandri

 

Cura del movimento Alessio Maria Romano / Assistente alla regia Elena Serra con la collaborazione di Leda Kreider / Assistente alle scene Eleonora Peronetti

 

Scelte musicali Valter Malosti / Musiche di Joren AmbarchiJohann Sebastian BachLudwig van BeethovenCracow Kletzmer BandMorton FeldmanAlexander KnaifelWitold LutoslawskiOy DivisionArvo PärtFranz SchubertJohn Zorn / Madrigali eseguiti e registrati dai solisti dell’Erato Choir: soprani Karin Selva e Caterina Iora, contralto Giulia Beatini, tenori Massimo Lombardi e Stefano Gambarino, bassi Cristian Chiggiato e Renato Cadel - direzione musicale Massimo Lombardi e Dario Ribechi

 

Produzione: TPE - Teatro Piemonte Europa / Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale / Teatro di Roma - Teatro Nazionale.

 

La voce di Primo Levi è la voce che più di ogni altra ha saputo far parlare Auschwitz: la voce che da oltre settant’anni, con Se questo è un uomo, racconta ai lettori di tutto il mondo la verità sullo sterminio nazista. È una voce dal timbro inconfondibile, mite e salda: «considerate che questo è stato».

 

Oggi, nel centenario della nascita di Levi, il direttore di TPE - Teatro Piemonte Europa Valter Malosti firma la regia e l’interpretazione di Se questo è un uomo portando per la prima volta in scena direttamente la voce di questa irripetibile opera prima, che è il libro di avventure più atroce e più bello del ventesimo secolo: quella voce senza alcuna altra mediazione. Una voce che nella sua nudità sa restituire la babele del campo – i suoni, le minacce, gli ordini, il rumore della fabbrica di morte.

 

Se questo è un uomo va in scena dal 23 aprile al 12 maggio 2019 per la Stagione del Teatro Stabile di Torino al Teatro Carignano e vede assieme per la prima volta in una coproduzione TPE - Teatro Piemonte EuropaTeatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale e Teatro di Roma - Teatro Nazionale, con la consulenza del Centro Internazionale di Studi Primo Levi e la collaborazione del Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levidel Polo del ‘900 e di Giulio Einaudi editore.

 

La condensazione scenica del testo è stata curata da Domenico Scarpa e dallo stesso Malosti. La voce è quella del testimone-protagonista, ma i registri di quella voce sono molti. La voce di Se questo è un uomo contiene in realtà una moltitudine di registri espressivi, narrativi, percettivi e di pensiero. Questi registri, questi scarti, questa fusione di fatti e di pensieri, gli «a parte» meditativi, morali e perfino scientifici, perfino politici, sono altrettante opportunità per Malosti per ricreare in scena quella quantità di dimensioni e di chiaroscuri.

 

La scena sarà di Margherita Palli, che ha immaginato un cortocircuito visivo tra la memoria del lager e le «nostre tiepide case». Le luci saranno di Cesare Accetta, i costumi di Gianluca Sbicca, i video di Luca Brinchi Daniele Spanò. Il progetto sonoro, curato da Gup Alcaro, sarà fondamentale in questa riscrittura scenica. Se questo è un uomo è infatti un’opera acustica. Levi restituisce la babele del campo – i suoni, le minacce, gli ordini, i vocaboli gergali incomprensibili, i rari discorsi chiari e distinti – orchestrandola sulle lingue parlate in quel perimetro di filo spinato. Come contrappunto al testo e al suono del lager ci saranno tre madrigali originali creati da Carlo Boccadoro a partire dalle poesie che Levi scrive immediatamente dopo il ritorno dal campo di annientamento, negli anni 1945-46.

 

L’immagine guida è opera del disegnatore e fumettista Pietro Scarnera, che ha rielaborato appositamente per la messa in scena di Se questo è un uomo una tavola del suo graphic novel Una stella tranquilla. Ritratto sentimentale di Primo Levi (Bologna, Comma 22, 2013), premio Cosmonauti per il miglior libro e Prix Révélation al Festival di Angoulême 2016.

 

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Incontro

Mercoledì 24 aprile h 17.30 Teatro Gobetti. Ingresso libero

 

Retroscena. Se questo è un uomo 

 

Per Retroscena - il progetto realizzato dal Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale con l’Università degli Studi di Torino / Dams - Università degli Studi di Torino / Crad - Valter MalostiDomenico Scarpa Fabio Levi dialogano con Enrico Mattioda (Università degli Studi di Torino / Dams) su Se questo è un uomo di Primo Levi. Incontro promosso con TPE - Teatro Piemonte Europa, Centro Internazionale di Studi Primo Levi e Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levi.

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Audiovideo

Lunedì 6 maggio 2019, ore 18, Mediateca Rai (via Verdi 31, Torino). Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria: 011 8104858, mediateca.torino@rai.it

 

Archive Alive! Primo Levi: Il Versificatore

 

La Mediateca Rai - in collaborazione con Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, TPE - Teatro Piemonte Europa, Centro Internazionale di Studi Primo LeviComitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levi e Università degli Studi di Torino / Dams - ha selezionato dagli Archivi Rai la registrazione de Il Versificatore (1971) di Primo Levi per la regia di Massimo Scaglione, con Gianrico Tedeschi e Milena Vukotic. Liberamente tratto dall’omonimo racconto, incluso nella raccolta Storie Naturali del 1966, è un originale televisivo che tratta in maniera satirica l’eccessivo uso della tecnologia attraverso la vicenda di un poeta e di una macchina che compone poesie a richiesta. Introduce: Fabio Levi (Centro Internazionale di Studi Primo Levi). Durata: 45’.

 

Per tutto il periodo delle repliche di Se questo è un uomo sarà dedicata presso la sede della Mediateca Rai una postazione audio-video digitale che consentirà al visitatore di consultare tutti i materiali radio e tv Rai che hanno come protagonista Primo Levi (trasmissioni, interviste, contributi). Ingresso libero. Orari: dal lunedì al giovedì, ore 9.30-17; venerdì ore 9.30-16

 

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25 aprile – 12 maggio 2019

 

Il sistema periodico

Letture, spettacoli, incontri e approfondimenti

 

Un progetto di Valter Malosti

 

 

Incontro e reading

Giovedì 25 aprile, Polo del ‘900. Ingresso libero

Andare in montagna

 

Ore 16.30.

Incontro con Fabio LeviValter Malosti e Domenico Scarpa

 

«Andare in montagna» è sinonimo, non solo per Primo Levi, di passione per l’alpinismo e di resistenza contro il fascismo. I tre racconti della sua autobiografia chimica Il sistema periodico che verranno letti il 25 aprile sono tappe di un’unica avventura: le città e le colline delle sue radici ebraico-piemontesi (Argon); l’arrampicarsi in cordata come palestra morale e politica (Ferro); la «spettrale alba di neve» della cattura in Valle d’Aosta e l’inizio del viaggio verso Auschwitz (Oro).

 

Ore 17.30.

Argon / Ferro / Oro. Letture di Bruno Gambarotta (Argon) ed Elia Schilton (Ferro e Oro)

 

Argon è il primo racconto de Il sistema periodico. Porta il nome di uno dei gas nobili perché rievoca con affetto la galleria degli antenati di Levi, ebrei monferrini con i loro usi e il dialetto giudeo-piemontese, ma è al contempo un viaggio alle radici della sua profonda e sofferta identità ebraica. Ferro parla dell’amicizia con Sandro Delmastro, ucciso dai fascisti nell’aprile 1944: Primo accende in Sandro l'interesse per la chimica e la speculazione, Sandro gli fa scoprire l’amore per la montagna e il piacere delle cose pratiche. Nascerà di lì l’impulso a salire in montagna con i partigiani: Oro descrive la sua cattura da parte dei fascisti dopo poche settimane, senza rinunciare nella narrazione a sorprendenti dettagli comici. 

 

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Spettacolo

Da venerdì 26 aprile a sabato 4 maggio, Teatro Astra

 

Due racconti minerali da Il sistema periodico

 

Piombo diretto e interpretato da Nino D’Introna

Mercurio diretto e interpretato da Richi Ferrero

Gli spettacoli saranno presentati nel corso della medesima serata e acquistabili con un unico biglietto d’ingresso.

                                                                                 

Piombo

di Primo Levi

Adattamento teatrale, regia e interpretazione Nino D’Introna

Universo sonoro Alan Brunetta

Creazione luci Agostino Nardella

Costumi Roberta Vacchetta

Produzione TPE - Teatro Piemonte EuropaCie Nino D’introna

 

Il protagonista di questo racconto si chiama Rodmund, discendente di una famiglia di lavoratori del piombo. Non si sa quanti anni abbia, né in che epoca viva. Sicuramente in un tempo lontano. Il racconto di Primo Levi fa viaggiare questo uomo attraverso paesaggi e situazioni apparentemente semplici ma sempre accompagnate da un’ombra misteriosa di fantasia. Rodmund inizia il suo viaggio dal Nord Europa e giungerà in un territorio mitico: «Icnusa che era l’isola dei metalli… dopo undici giorni di mare… terra di roccia e di vento… la gente sembrava forte e semplice… comandavano le donne e facevano la guerra…»In questo luogo sembra chiudersi questo viaggio che pare talvolta ispirarsi a Omero. Non vi sono colpi di scena ma il viaggio è affascinante, duro, intenso, colorato da pause riflessive, da descrizioni affettuose e da una determinazione costante: la ricerca del piombo nella terra.

 

«Leggendo e rileggendo più volte questo racconto – spiega Nino D’Introna - e grazie alle numerose pubblicazioni sull’opera di Primo Levi, ho cercato di tracciare un percorso geografico del personaggio che, partendo dalla Norvegia o dalla Germania, credo passi dalla Francia, poi dalle montagne piemontesi, per infine giungere in Sardegna. La terra in cui sono nato. Alla prima lettura, la parola Icnusa ha sicuramente determinato la scelta di questo racconto rispetto ad altri. Ma quando poi ho scoperto che l’ultimo luogo citato nel racconto, Bacu Abis, è un paese vicino a Carbonia, dove hanno lavorato come minatori diversi parenti della mia famiglia materna, e poco lontano mio nonno, ho sentito che non avevo incontrato questo racconto per caso. Il piombo evoca a tutti l’idea del peso ma anche di un metallo morbido. Così ho pensato che avrei voluto accompagnare il testo ad un universo sonoro adeguato a ciò che evoca questo metallo. Ho pensato al suono delle percussioni, gravi, al ritmo “pesante” delle casse, ai suoni metallici dei piatti della batteria e più in generale a come si possono suonare i metalli. Ho chiesto dunque ad Alan Brunetta, percussionista di indiscusso valore, di lavorare insieme e orchestrare voce, percussioni e suoni in un concerto tra il narrativo e il sensoriale. Vorrei che il personaggio di Rodmund non fosse troppo reale, anche perché, nelle descrizioni dell’autore, ha caratteristiche antiche e fantastiche. Credo che dovrebbe creare un minimo di “disagio” per la sua fisicità, forse nel senso del colore (“…denti azzurri…”) o di un corpo che si trasforma con il piombo, poiché “il piombo è proprio il metallo della morte…”. Non penso a una scenografia complessa ma piuttosto a elementi che evochino la materia e lo spazio che il personaggio incontra. Il racconto scritto da Primo Levi porta naturalmente a raccontare in prima persona. Ciononostante vorrei sfuggire alla prigione di una pura verbalizzazione narrativa, per trovare il teatro che anche lì si nasconde e cercarlo, come il protagonista, ossessionato dalle vene di piombo che si nascondono tra le rocce».

 

Mercurio

di Primo Levi

Adattamento teatrale, regia e interpretazione Richi Ferrero

Produzione TPE - Teatro Piemonte Europa

 

Per dare voce a un uomo assolato e salato, il caporale Abrahams, che con la sua compagna Maggie abita una piccola isola dimenticata nell’Atlantico chiamata «Desolazione», l’attore e artista multimediale Richi Ferrero usa una telecamera per ingigantire gli sguardi, le espressioni, i gesti riportandoli su uno schermo sospeso com’è d’uso nei concerti rock. Abrahams è il capitano della sua nave di terra dove al centro si erge il monte Snowdon. Il racconto procede come fosse un diario di bordo in giornate certe, nell’accudire i maiali, nello scovare le abbondanti uova di gabbiano e nelle strane manie della sua compagna Maggie fino all’arrivo di due naufraghi che, insieme ad altri due mortali in fuga dalla loro esistenza, diventeranno la ciurma in navigazione statica del caporale Abrahams. Sarà il monte Snowdon a determinare il destino dei naviganti di Desolazione allorché, svelando la sua natura di vulcano, sprigionerà l’unico minerale liquido esistente: il mercurio.

 

«Si evidenzia però come Levi, a differenza degli altri minerali nobili trattati nel libro, - racconta Richi Ferrero - ritenga il mercurio un minerale subdolo, sconcertante, in grado di far galleggiare nella sua liquidità i sassi e perfino il piombo oltre a trasformare l’oro in stagno. Forse l’autore scopre e trova nell’elemento chimico trattato una corrispondenza con l’animo umano».

 

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Spettacolo

Da martedì 7 a domenica 12 maggio, Teatro Astra

 

Il sistema periodico

Dall’opera di Primo Levi (pubblicata da Giulio Einaudi editore)

 

Condensazione scenica a cura di Domenico Scarpa e Valter Malosti

Con Luigi Lo Cascio

 

Ideazione Valter Malosti

Progetto sonoro Gup Alcaro

Produzione TPE - Teatro Piemonte Europa

Realizzato con la collaborazione del Centro Internazionale di Studi Primo Levi Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levi

 

Apparso nel 1975, Il sistema periodico è, fra le opere di Primo Levi, quella che a metà degli anni 1980 ha innescato la sua fortuna negli Stati Uniti, poi nel mondo anglofono, poi in tutti i paesi del mondo. È l’opera che nel 2006 un’inchiesta promossa dal quotidiano inglese «The Guardian» ha proclamato «il miglior libro di scienza di tutti i tempi». È l’opera che nel 2010, in occasione dello EuroScience Open Forum (Esof) tenuto a Torino, ha offerto la base per la lettura scenica Il segno del chimico, prodotta dal Teatro Stabile di Torino con un testo a cura di Domenico Scarpa e con la regia e interpretazione di Valter Malosti. Oggi quel lavoro viene rilanciato, rinnovato e aumentato attraverso una nuova esecuzione scenica affidata a Luigi Lo Cascio, e il sound design eseguito dal vivo da G.U.P. Alcaro.

 

Il sistema periodico è un punto dove si concentra tutta l’opera di Primo Levi e tutta la sua biografia intellettuale. Tra i suoi libri, è il libro che occorre leggere se si vuole avere un’immagine completa di lui: «il più primoleviano», come lo definì Italo Calvino.

 

Le ventuno storie brevi che compongono Il sistema periodico sono intitolate ciascuna a un elemento chimico, da Argon a Carbonio. Il libro è appunto l’autobiografia di un chimico, o per meglio dire la storia di una passione e delle sue radici. I primi due racconti, Argon Idrogeno, ci portano rispettivamente al cuore della tribù ebraica piemontese di cui Primo Levi fa parte, e all’origine della sua vocazione di scienziato e di tecnico, scoperta quando era un ragazzo di quindici anni e alimentata negli oltre quarant’anni che avrebbe speso fra l’università, la fabbrica e la ricerca tecnologica a livello internazionale.

 

Il sistema periodico racconta le storie di tutta una vita ma è anche, tra i libri di Primo Levi, quello che ha la storia più lunga e intrecciata.

 

E che Levi sia un grande scrittore in senso assoluto, cioè un grande scrittore d’invenzione, ce lo dicono molti indizi, a cominciare dall’aggettivo «primoleviano» coniato da Calvino. Lo testimoniano le pagine di Vanadio dove ci s’imbatte, vent’anni dopo Auschwitz, nel dottor Müller, un chimico tedesco, «uno di quelli di laggiù, che avevano disposto di noi, che non ci avevano guardati negli occhi, come se noi non avessimo occhi»: un superiore di Levi nel laboratorio chimico del Lager, dove il prigioniero 174517 era stato ammesso a lavorare. Lo testimonia infine, nell’ultima pagina, la straordinaria invenzione conclusiva di Carbonio. Fin dagli anni dell’università, fin da prima di essere deportato ad Auschwitz, Levi ebbe il desiderio di raccontare la storia di un atomo di carbonio. Ne parlava spesso ai suoi amici di allora, e anche nel Lager la immaginò più volte: «Al carbonio, elemento della vita, era rivolto il mio primo sogno letterario, insistentemente sognato in un’ora e in un luogo nei quali la mia vita non valeva molto.” E l’atomo di carbonio di cui si racconta la storia e il viaggio secolare entrerà a far parte dei circuiti neurali dello stesso Levi, permettendogli d’imprimere sulla carta il punto con cui l’intero libro si chiude. 

 

 

Valter Malosti

 

Regista, attore e artista visivo, Valter Malosti dal 2018 dirige la Fondazione Teatro Piemonte Europa di Torino. In precedenza è stato anima e direttore artistico della compagnia Teatro di Dioniso e ha diretto la Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino dal 2010 al 2017. Nel 2017 ha ricevuto il premio internazionale Flaiano per la regia di Venere in pelliccia di David Ives. I suoi spettacoli hanno ottenuto numerosi altri premi dalla critica italiana e straniera. Ricordiamo, tra gli altri, il premio Ubu 2009 per la regia di Quattro Atti Profani di Antonio Tarantino e quello dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro sempre per Quattro Atti Profani e per Shakespeare / Venere e Adone. Nel 2004 Inverno di Jon Fosse ha ricevuto il premio Ubu per il miglior testo straniero messo in scena in Italia. Del 2004 è il premio Hystrio per la regia di Giulietta di Federico Fellini. Maestro d’attori, sotto la sua guida i suoi interpreti hanno meritato importanti riconoscimenti fra cui gli Ubu ad Alice Spisa e Michela Cescon, il Premio della Critica Teatrale a Cescon e Laura Marinoni, il Flaiano a Sabrina Impacciatore per Venere in pelliccia e il Virginia Reiter a Roberta Caronia per l’interpretazione di Ifigenia in Cardiff di Gary Owen. Fra le sue regie più recenti da quando è direttore del TPE: Shakespeare / Sonetti Molière / Il Misantropo (2018), e La Monaca di Monza di Giovanni Testori che ha recentemente debuttato al Teatro Franco Parenti di Milano (2019).

 

Ha messo in scena nel 2006 Le nozze di Figaro di Mozart per il Teatro Regio di Torino e curato prime esecuzioni di opere contemporanee di Michael Nyman, Azio Corghi, Marco Tutino e Philip Glass. Numerose le regie radiofoniche per Radio3 Rai. Come attore ha lavorato in teatro in numerosi spettacoli di Luca Ronconi, e, fra gli altri, con Federico Tiezzi e Giorgio Barberio Corsetti; nel cinema con Mimmo Calopresti, Franco Battiato e Mario Martone. È stato protagonista del Manfred di Schumann/Byron in un progetto che ha visto collaborare il Teatro Regio di Torino con il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale.

 

 

Luigi Lo Cascio 

 

Attore, regista e scrittore, nasce a Palermo nel 1967. Abbandona gli studi di medicina per quelli di recitazione, diplomandosi nel 1992 presso l’Accademia nazionale di arte drammatica Silvio D’Amico. Dopo gli esordi con Giuseppe Patroni Griffi e Federico Tiezzi intraprende una brillante carriera teatrale e cinematografica. È diretto da Carlo Quartucci in Ager Sanguinis, Elio De Capitani in La sposa di Messina, Roberto Guicciardini ne La morte di EmpedocleLa figlia dell’ariaIl figlio di Pulcinella, e da Carlo Cecchi in Amleto e Sogno di una notte di mezza estate. Diviene noto al grande pubblico per il ruolo di Peppino Impastato ne I cento passi di Marco Tullio Giordana, interpretazione che gli vale nel 2000 il David di Donatello come migliore attore protagonista. Giordana tornerà a dirigerlo nel 2003 ne La meglio gioventù (2003), che gli vale il Nastro d’argento 2004 ex aequo con tutti i protagonisti maschili del film. Nel 2005 dirige ed interpreta Nella tana, un monologo tratto dall’ultimo racconto di Franz Kafka di cui cura anche riscrittura e adattamento e per cui vince il Premio Ubu, quale migliore attore. Nel 2006 lavora con Luca Ronconi nello spettacolo Il silenzio dei comunisti, vincendo l’Ubu 2007 sempre come migliore attore protagonista. Nel 2009 ha diretto e interpretato La caccia, liberamente tratto dalle Baccanti di Euripide. Nel 2018 ha ottenuto grande successo con Questa sera si recita a soggetto di Luigi Pirandello per la regia di Federico Tiezzi. Nel 2019 è in scena assieme a Sergio Rubini con Delitto e castigo di Dostoevskij e la versione teatrale di Dracula. Nel 2001 vince la Coppa Volpi come miglior attore al Festival del Cinema di Venezia per Luce dei miei occhi di Giuseppe Piccioni. Fra le interpretazioni per il grande schermo ricordiamo Gli amici del bar Margherita (2009) di Pupi Avati, Baarìa (2009), di Giuseppe Tornatore, Noi credevamo (2010) di Mario Martone; Romanzo di una strage (2012) di Giordana; Il capitale umano di Paolo Virzì (2013), Il nome del figlio di Francesca Archibugi (2015), Smetto quando voglio: Masterclass di Sydney Sibilia (2017). Nel 2012 ha esordito nella regia con la pellicola La città ideale, presentata fuori concorso alla 69a edizione della Mostra del cinema di Venezia. Come scrittore ha pubblicato nel 2012 la raccolta poetica La caccia / Nella tana. Del 2018 è il suo esordio nel romanzo con Ogni ricordo un fiore.

 

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Incontro

Venerdì 10 maggio h 19, Polo del ‘900. Ingresso libero

 

Primo Levi e i tedeschi

 

La studiosa Martina Mengoni ricostruisce e analizza i contatti epistolari tra Primo Levi e i suoi lettori in Germania. La traduzione di Se questo è un uomo uscì in Germania alla fine del 1961. «Non posso dire di capire i tedeschi» scrisse Primo Levi nella prefazione di Ist das ein Mensch?. Era un’affermazione fondata: eppure, durante gli anni Sessanta (e anche più tardi), mise in atto tutte le sue capacità analitiche, comunicative e umane per perseguire questo scopo. Una serie di nuovi elementi concorre a dimostrarlo: carteggi inediti, letture, incontri, confronti personali e pubblici, e persino il progetto di un libro, mai realizzato, che raccogliesse tutte le lettere ricevute dai suoi lettori della Germania Ovest. Per una parte consistente della sua vita di scrittore «capire i tedeschi» – o almeno, intercettarli, incontrarli, interrogarli – fu per Levi un’esigenza quotidiana e insieme un potente germe creativo, da cui scaturirà anche la trasfigurazione letteraria di Vanadio, penultimo racconto del Sistema periodico

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Incontro

 

Sabato 11 maggio h 18.30, Teatro Astra. Ingresso libero

Per il ciclo Le voci della scena, a cura di TPE – Teatro Piemonte Europa

 

Il sistema periodico

 

Incontro con Luigi Lo Cascio, interprete dello spettacolo Il sistema periodico. Interviene Steve Della Casa, critico cinematografico.

 

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Concerto

Domenica 12 maggio h 21, Teatro Astra

 

Different Trains di Steve Reich / Yiddishbbuk di Osvaldo Golijov

Quartetto d’archi Ensemble Sentieri Selvaggi    

 

Due brani contemporanei per quartetto d’archi. Steve Reich (1936) da bambino attraversava gli Usa coast-to-coast in treno per fare la spola fra i genitori separati. Negli stessi anni, in Europa, altri treni trasportavano altri bambini verso i Lager. Different Trains (1988) racconta la scoperta di questa traumatica consapevolezza. Yiddishbbuk (1992), fra i primi successi dell’argentino di origini askhenazite Osvaldo Golijov (1960), ricostruisce la musica perduta degli alchimisti di Praga e commemora, con le loro iniziali apposte ai diversi movimenti, i bambini internati a Terezin e uccisi nei campi.


 

«Me, mi conoscete». Primo Levi a teatro

Biglietti

 

Se questo è un uomo 
Teatro Carignano, Piazza Carignano 6, Torino
Dal 23 aprile al 12 maggio 2019 

 

Orari degli spettacoli: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.45; domenica, ore 15.30. Lunedì riposo.

 

Biglietteria Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale. Info 011 5169555 - Numero verde 800 235333, info@teatrostabiletorino.itvendita on-line: www.teatrostabiletorino.it.

 

Prezzi dei biglietti: Settore A: Intero € 37,00*. Ridotto di legge € 34,00 - Settore B: Intero € 31,00*. Ridotto di legge € 28,00                                                     *Online escluse commissioni

 

Gli abbonati TPE potranno assistere dal 7 al 12 maggio allo spettacolo Se questo è un uomo al Teatro Carignano con un biglietto speciale a 12 euro acquistabile direttamente presso la biglietteria del Teatro Astra o presso le biglietterie del Teatro Stabile di Torino.

 

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Il sistema periodico
Teatro Astra, via Rosolino Pilo, 6 – Torino

 

Orari degli spettacoli: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 21.00; mercoledì ore 19.00; domenica, ore 17.00. Lunedì riposo.

 
Piombo e Mercurio
Dal 26 aprile al 4 maggio 2019

Gli spettacoli Piombo e Mercurio sono acquistabili con un unico biglietto d’ingresso.

 
Il sistema periodico
Dal 7 al 12 maggio 2019

 

Intero: 22,00 €

Ridotto: 15,00 €

Under 26: 10,00 €

 
Concerto Different Trains
Domenica 12 maggio 2019 ore 21

 

15 € biglietto intero

10 € abbonati TPE, under 26, over 60 e chiunque presenti un biglietto di uno spettacolo del progetto Me, mi conoscete.

 
Info, biglietti e abbonamenti: www.fondazionetpe.it

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