Tavagnasco News

TAVAGNASCO, 24 May 2012

Varie Maggio Canoro. Rassegna di cori montanari a Tavagnasco (TO) sabato 26 maggio 2012 ore 21

Salone Polivalente di Tavagnasco, in località Verney

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  Ana Arnica
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Un patrimonio antico e da rafforzare, quello delle composizioni d'alta quota. Questo è uno degli obiettivi più nobili del coro Rio Fontano che, ogni anno, organizza una pregiata rassegna di cori per mantenere vivo l’interesse verso la tradizione corale folkloristica di montagna.

Il “Maggio Canoro” è ormai un appuntamento storico per gli abitanti del paese di Tavagnasco (To) e per tutti gli appassionati che la raggiungono da lontano proprio per quest’occasione: in ben 27 anni di programmazione sono passati da qui i più grandi cori italiani, provenienti da tutta la Penisola.

Ospiti della seconda serata i gruppi “Ana Arnica” di Laveno Mombello (VA) e “Energheia” di Mondovì (CN) per il 26 maggio 2012.

L'esibizione dei cori è prevista per le ore 21 nel Salone Polivalente di Tavagnasco, in località Verney. 

Come i venti di montagna, imprevedibili e di varia natura, l’arte che si fa portavoce della tradizione popolare, porta con sé un connubio di voci che s’incontrano.

La polifonia nasce intorno all’anno 1000, quando la coesione sociale dettata dall’egemonia della Chiesa che ben si specchiava nello stile gregoriano, inizia a lasciar spazio a una realtà più eterogenea, perfettamente rispecchiabile nell’intreccio di voci che solo un gruppo polifonico può creare. Le voci, che si uniscono un un solo corpo, mantengono la propria  autonomia ed espressività, creando qualcosa di più grande, seppur armonioso, nell’ambito di una miracolosa unione olistica e nell’alveolo della stessa tradizione, quella montanara. 

La rassegna è aperta dai cantori del coro Rio Fontano, artisti che portano avanti il loro progetto di gruppo e in contemporanea la rassegna “Maggio Canoro” da molto tempo, qui definiti dal poeta canavesano Giuseppe Maria Musso:

 

"Gli appassionati interpreti del canto sono una ventina e più, un maestro di talento, un'anima sola; una lunga sequenza di motivi vecchi e nuovi, ma un solo canto, aperto e vibrante, fortemente tipico e tutto suo, raggruppati sotto il nome (quasi da favola) di una sorgente naturale, il Rio Fontano".

Dalle più semplici alle più complicate, tutte le composizioni corali della tradizione di montagna rivelano la capacità del popolo di essere al tempo stesso individui (con le loro voci autonome) e gruppo (coeso da un saldo legame comunitario). La passione di questi canti è palpabile e ci riporta ad una dimensione bucolica, dove l’individuo, la natura, e conseguentemente l’arte sono legate a doppio filo da una poesia indescrivibile.

 

L'intenzione che motiva l'impegno per l'organizzazione del «Maggio Canoro» da parte dei venticinque cantori del Rio Fontano e del direttore Riccardo Giovanetto è semplicemente diffondere la cultura, nella fattispecie la loro cultura musicale, in modo da far conoscere agli estimatori del bel canto un patrimonio antico per mezzo della forma espressiva più diretta e interessante che esista: la musica.

 

La tradizione montanara, che varia di valle in valle e si esprime nelle melodie rappresentate dai cantori, lega i cori invitati alla rassegna, ma non è tutto: al «Maggio Canoro» c'è spazio anche per la musica colta e per le canzoni d'autore, opportunamente arrangiate. L’obiettivo è quello di creare una comunicazione per tutti: l’emozione di ascoltare un coro dal vivo e di poter riconoscere in queste voci l’assoluta magia – oggi quasi dimenticata -  della tradizione popolare.

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